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La Pianificazione e lo sviluppo sostenibile
La legge Regionale 1/2005 detta le norme per il governo del territorio promovendo lo sviluppo sostenibile delle attività pubbliche e private che incidono sul territorio medesimo. A tal fine lo svolgimento di tali attività e l’utilizzazione delle risorse territoriali ed ambientali deve avvenire garantendo la salvaguardia e il mantenimento dei beni comuni e l’uguaglianza di diritti all’uso e al godimento dei beni comuni, nel rispetto delle esigenze legate alla migliore qualità della vita delle generazioni presenti e future.
Per tali fini icomuni, le province e la Regione perseguono, nell’esercizio delle funzioni ad essi attribuite dalla presente legge:
La legge regionale Toscana n. 1 del 2005 definisce governo del territorio l’insieme delle attività relative all’uso del territorio, con riferimento sia agli aspetti conoscitivi che a quelli normativi e gestionali, riguardanti la tutela, la valorizzazione e le trasformazioni delle risorse territoriali e ambientali.
Prevede altresì che nessuna delle risorse essenziali del territorio può essere ridotta in modo significativo e irreversibile in riferimento agli equilibri degli ecosistemi di cui è componente. Le azioni di trasformazione del territorio sono soggette a procedure preventive di valutazione degli effetti ambientali previste dalla legge. Le azioni di trasformazione del territorio devono essere valutate e analizzate in base a un bilancio complessivo degli effetti su tutte le risorse essenziali del territorio
Il tema dello sviluppo sostenibile è argomento di cui si discute da tempo presso la Comunità Europea ed Internazionale. Esso è stato definitivamente messo a punto nella conferenza internazionale di Rio del 1992, in particolare nel documento fondamentale denominato " Agenda 21" .
Il fondamento metodologico della Agenda 21 locale consiste nell'integrazione del fattore ambientale con l'economia di tutti i settori : industria, trasporti, energia, agricoltura,turismo e con gli aspetti sociali, occupazione, condizione della donna e dei giovani, formazione, salute, qualità della vita, in particolare dei bambini e degli anziani.
La "Strategia d'azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in Italia", redatta dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio, approvata dal C.I.P.E. il 2 agosto 2002 con deliberazione n.57, afferma che "La definizione di sviluppo sostenibile, che "garantisce i bisogni del presente senza compromettere le possibilità delle generazioni future di fare altrettanto", è una conquista del pensiero umano di fine millennio che mira alla qualità della vita, alla pace e ad una prosperità crescente e giusta in un ambiente pulito e salubre".
Al fine di realizzare lo sviluppo sostenibile occorre disporre di " adeguati strumenti per valutare ed indirizzare la sostenibilità delle opere e minimizzare il loro impatto ambientale".
Lo strumento della V.I.A. (Valutazione di Impatto Ambientale) utilizzato in riferimento alle singole opere che presentano caratteristiche significative ai fini del possibile impatto ambientale non è sufficiente per garantire la sostenibilità ambientale complessiva.
Da ciò la necessità di estendere a piani e programmi i criteri della sostenibilità ambientale tramite l'applicazione delle metodologie della V.A.S. (Valutazione Ambientale Strategica).
La V.A.S., prevista dalla direttiva 2001/42/CE prevede che il processo di valutazione accompagni l'iter della programmazione e pianificazione verificandone la coerenza agli obbiettivi, criteri ed azioni definiti dalle strategie di sostenibilità ambientale a tutti i livelli.