Cosa è

Il Piano Strutturale che cos'è?

 

Dal Piano Regolatore Generale al Piano Strutturale ed al Regolamento Urbanistico.
La Legge dello Stato (l.1150/1942) prevede che i Comuni provvedano alla redazione del Piano Regolatore Generale (o P.di.F.) e di norme sull’attività costruttiva edilizia ai fini di disciplinare l’ attività edilizia sul proprio territorio.

 Il Piano Regolatore Generale riguarda tutto il territorio comunale, individua le aree e le zone ove attuare le previsioni di pianificazione, indicando destinazioni d’uso, prescrizioni e vincoli da osservare nell’attività edificatoria di ciascuna area e zona.
La Regione Toscana, con la legge n. 5/1995 e successivamente con la legge n.1/2005, stabilisce che il Piano Regolatore Generale sia diviso in due parti sostanziali:

Il Piano Strutturale (prima parte)
Il Regolamento Urbanistico (seconda parte)

 

 

I contenuti del Piano Strutturale e del Regolamento Urbanistico

Il Piano Strutturale :
Fissa le scelte strategiche per lo sviluppo del territorio comunale ;
Individua grandi aree che presentano caratteristiche territoriali organiche ;
Definisce le dimensioni massime ammissibili degli insediamenti e delle funzioni , nonché delle infrastrutture e dei servizi necessari per ciascuna grande area organica individuata.
Non disegna le singole zone, le destinazioni d’uso puntuali e gli indici di edificabilità edilizia, ma fissa per ciascuna grande area organica le funzioni generali ed i tetti massimi dell’ eventuale sviluppo volumetrico, con la relativa normativa di regolamentazione.
Il Regolamento Urbanistico :
Disciplina gli insediamenti esistenti sull’ intero territorio comunale ;
Individua all’interno del perimetro dei centri abitati le aree ove è possibile l’edificazione di completamento o di ampliamento degli edifici esistenti ;
Determina gli interventi all’ esterno dei centri abitati, individuando nel dettaglio sul territorio le aree e le zone ove dare attuazione puntuale alle previsioni del Piano Strutturale;


Le norme di salvaguardia
Fino all’adozione del Piano Strutturale valgono le norme del Piano Regolatore vigente.
Al momento dell’adozione del Piano Strutturale entrano in vigore le norme di salvaguardia concernenti gli interventi che il Piano Strutturale esplicitamente indica come soggetti a salvaguardia. Per tutti gli altri interventi continuano ad applicarsi le norme del Piano Regolatore vigente.
Fino alla definitiva approvazione del Regolamento Urbanistico, per le zone e le aree non espressamente vincolate dal Piano Strutturale con norme di salvaguardia, continuano a valere e ad applicarsi le norme dello Strumento Urbanistico Generale vigente.


Come si costruisce il Piano Strutturale
Ai fini della redazione del Piano Strutturale occorre eseguire studi approfonditi sulle risorse (naturali, umane, architettoniche, ecc.) che caratterizzano la realtà del territorio comunale e sui fattori che interagiscono con la gestione e l’uso di tali risorse. (QUADRO CONOSCITIVO)
Da questi studi deriveranno le informazioni necessarie a precisare gli obiettivi e le scelte da perseguire nel governo del territorio comunale.

La conoscenza delle “ risorse ” e la definizione degli obiettivi permetterà di individuare sul territorio gli elementi da non modificare e da sottoporre a tutela (INVARIANTI STRUTTURALI), per esempio un certo paesaggio, ma anche una dorsale di linee elettriche, un tracciato della viabilità, ecc.
Una volta individuate le invarianti strutturali, sarà possibile delimitare le grandi aree che presentano caratteristiche territoriali organiche (U.T.O.E. - Unità Territoriali Organiche Elementari ).
Per ciscuna U.T.O.E. saranno quindi definite le dimensioni massime ammissibili degli insediamenti e delle funzioni, nonché delle infrastrutture e dei servizi necessari, insieme agli indirizzi programmatici per l’attuazione.

Per ciscuna U.T.O.E. sarà inoltre definita la disciplina degli interventi previsti ed ammessi in riferimento agli aspetti pesistici e ambientali nonchè le salvaguardie, i criteri per la definizione e valutazione dei piani e programmi di settore di competenza comunale.

Infine, il Piano Strutturale, a motivazione delle scelte fatte, dovrà contenere, sempre con riferimento ad ogni singola U.T.O.E., un rapporto descrittivo sullo stato di conservazione delle risorse, sulle pressioni esercitate dalle trasformazioni introdotte dalle attività umane, sia in essere che determinate dall’attuazione delle previsioni del Piano Strutturale, e la descrizione delle attività di mitigazione degli effetti adottate per la conservazione e/o il miglioramento delle risorse stesse. (VALUTAZIONE DEGLI EFFETTI AMBIENTALI).
  
Le Procedure di approvazione del Piano Strutturale sono disciplinate dalla legge n.1/2005 ( ART.15 - 16 - 17)
In sintesi il Comune avvia il procedimento di formazione del Piano Strutturale e trasmette la delibera e gli atti alla Giunta Regionale e alla Giunta Provinciale e a tutti i soggetti interessati come riportati nella delibera stessa al fine di ricevere eventuali contributi, il comenu nomina un responsabile del procedimento (ART.16) che accerta e certifica che il procedimento medesimo si svolga nel rispetto delle norme legislative e regolamentari vigenti;

Il Comune, effettuati gli adempimenti dell' ART. 15 e quanto altro previsto nel documento di avvio, adotta il Piano Strutturale che è depositato nella sede comunale per almeno 45 giorni consecutivi, dalla data di pubblicazione sul B.U.R.T., durante i quali chiunque può prenderne visione e presentare proprie osservazioni;
Un garante dell’informazione, nominato dal Comune (ART. 19 e 20), si fa carico di allargare la consultazione su tale progetto a cittadini e associazioni;

Il comune procede poi all'approvazione dello strumento con riferimento puntuale alle osservazioni pervenute (salvo attivazione della procedura dell'accordo di pianificazione di cui agli articoli 21 - 22 - 23).
L' avviso della avvenuta approvazione, decorsi 30 giorni, è pubblicato sul B.U.R.T. e diventa efficace da tale data.